Sbarcati in tempi ragionevoli, ci restano solo 40 minuti per raggiungere il nostro luogo di soggiorno. Il traffico a Palermo, lungo la via costiera è abbastanza intenso nonostante sia un tardo pomeriggio di domenica in inverno.
Spiccano sfolgoranti luminarie natalizie ma non bisogna distrarsi: qui le regole stradali sono semplicissime e chi primo arriva ha precedenza e non importa da dove proviene. Nessuno sembra turbato, anzi, se esiti nel fare valere il tuo diritto di invadere la via principale sbucando da un parcheggio o da una minuscola laterale vieni immediatamente reguardito da chi ti sta dietro con sonori colpi di clacson.
Ma il vero incubo è il fondo stradale con particolare riguardo alle grate dei tombini di drenaggio, posti a zig zag a non meno di 20cm al di sotto del manto stradale.
Stiamo viaggiando sulla "strada statale" 113 che collega Palermo a Messina. Il fondo stradale migliora nettamente oltrepassata la periferia della città ma non capisco proprio come lo "stato" possa tollerare che una strada di sua competenza, mantenuta discretamente altrove, sia abbandonata a livello di mulattiera proprio mentre conduce in città.
Arriviamo a destinazione senza altri intoppi e se pur con il buio capiamo che il posto scelto è proprio ciò che desideravamo.